giampaolo scacchi


PUBBLICATA IL 08/02/2019

Giampaolo Scacchi sulla Brexit: si torna a Bruxelles

La rivincita della May e il destino della Brexit

Articolo a cura di Giampaolo Scacchi

Il 29 gennaio 2019 il Premier britannico Teresa May si è presa una piccola rivincita, infatti il parlamento ha dato mandato alla May di tornare a Bruxelles e cercare di ottenere entro il 13 febbraio un accordo non dissimile a quello presentato nel novembre 2018, modificandolo in modo sostanziale per ciò che riguarda i vincoli relativi al backstop. Proprio questi vincoli sono stati la causa, circa due settimane fa, della bocciatura dell’emendamento in Parlamento con un margine di 230 voti contrari.

La May ieri aveva chiesto voto favorevole in modo di avere “il mandato di cui ho bisogno per negoziare con Bruxelles un accordo che abbia il sostegno della maggioranza in Parlamento, non un ulteriore scambio di lettere ma un cambiamento significativo e legalmente vincolante all’accordo”.
Il mandato ottenuto potrebbe tuttavia non avere nessun effetto, poiché non è detto che la UE abbia la volontà di rivedere l’accordo relativo alla Brexit. Il Presidente del Consiglio Europeo subito dopo il voto ha tenuto a comunicare che “L'accordo raggiunto è e resta il migliore ed unico modo per assicurare una uscita ordinata della Gran Bretagna dall'Ue. Il backstop è parte di quell'accordo, che non è aperto a nuovi negoziati”.
In ogni modo il Premier britannico, ha fissato il ritorno in aula per il prossimo 13 febbraio 2019 a sia che si riesca a trovare un nuovo accordo che senza, in quest’ultimo caso valutando  eventuali nuove proposte. In entrambi i casi la decisione dovrà essere messa al voto. Voto che questa volta sarà cruciale e non indicativo come successo fino ad oggi.

Tra gli altri emendamenti di giornata solo uno oltre a quello presentato da Brady è passato ed è quello presentato dalla deputata Tory Caroline Spelman, che chiedeva di escludere un no deal, questo fa capire la volontà del Parlamento di provare ad escludere un non accordo, ma si tratta di un testo non vincolante per il Governo, una mera intenzione che non si vede come possa essere messa in pratica.
Con l’approvazione dell’emendamento proposta da Sir Graham Brady, si da il via alla proposta presentata da un deputato con un gruppo di conservatori che prevede 2 opzioni: la prima rinegoziare la backstop sostituendolo con un accordo commerciale bilaterale ancora da negoziare, la seconda è uscire con un no deal a fine 2021 allungando di un anno il periodo di transizione, in cambio di un impegno britannico a versare i contributi a Bruxelles.
Lo stesso Premier come già affermato è contraria ad un no deal, uno scenario che l'allarma: “Non voglio un no deal, ma non basta opporsi per evitarlo, serve dire sì a un deal”, avverte, rilanciando all'improvviso,  malgrado l'ennesimo pomeriggio di scontri e di toni aspri, l'offerta di un confronto faccia a faccia al leader dell'opposizione. Un'offerta che stavolta Corbyn, accetta. La sua precondizione di un impegno esplicito del primo ministro a dichiararsi contraria a un divorzio senz'accordo dall'Ue può considerarsi soddisfatta, dichiara. Tendendo una mano che potrebbe rivelarsi vitale, laddove l'idea di rinegoziare il backstop con Bruxelles entro due settimane dovesse rivelarsi,  un'illusione.
Intanto la borsa di Londra prende positivamente il voto a favore della May in Europa risulta essere la migliore con un rialzo vicino al 2%, beneficiando della debolezza della sterlina provocata dal voto del Parlamento inglese sugli emendamenti per la Brexit

Quali sono i primi segnali della Brexit sull’economia reale, come detto con il precedente articolo molte multinazionali stanno spostando la loro sede fuori il Regno Unito. Oltre alle aziende sembra che anche alcuni privati stiano pensando di lasciare il Regno Unito per tornare nei loro paesi di origine. In particolare sulla base dei dati raccolti da immobiliare.it si registra un incremento del 47% delle case in vendita nel Regno Unito, questo potrebbe portare un effetto positivo sul mercato residenziale italiano, probabilmente molti connazionali vogliono tornare in Italia. Tra le città più ricercate c'è Milano seguita da Torino e Roma.

Articolo a cura di Giampaolo Scacchi.

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