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PUBBLICATA IL 26/04/2019

Giampaolo Scacchi sulla Brexit, Londra sprofonda, la May chiede aiuto all’odiato Corbyn

Articolo a cura di Giampaolo Scacchi

La proposta di legge per evitare il rischio di una Brexit "no-deal" è stata approvata dalla Camera dei Comuni britannica con uno solo voto di scarto (313 sì e 312 no). Il provvedimento che di fatto obbligherebbe la premier May a chiedere un rinvio più lungo del divorzio dalla Ue, già slittata dal 29 marzo al 12 aprile; in ogni caso però, per ottenere questo serve il consenso definitivo della Camera dei Lords (già favorevole in prima lettura) ed infine quello del Consiglio Europeo.

Questa legge (firmata dalla laburista Yvette Cooper e dal conservatore Oliver Letwin) di fatto costringe la Premier May a mantenere i suoi stessi impegni, obbligandola sicuramente a chiedere il via libera del Parlamento per decidere la lunghezza esatta del periodo di estensione dell’art. 50 (delay). La May, ricorda Giampaolo Scacchi, aveva infatti sempre parlato di una «proroga breve» o comunque entro il 22 maggio, per evitare una sovrapposizione con le prossime elezioni europee ed i rischi derivanti da una partecipazione di Londra al voto per la nuova legislatura del Parlamento Europeo. Da quello che trapela però, molti deputati potrebbero essere favorevoli anche a un rinvio più lungo e questo metterebbe ancora più in difficoltà il già traballante governo britannico.

I tentativi di negoziato tra la May e il suo storico oppositore, Jeremy corbyn leader dei laburisti, continuano. Un accordo condiviso da presentare il 10 aprile a Bruxelles farebbe tutta la differenza. Corbyn ha accolto di buon grado questo invito al dialogo nonostante, ricorda Giampaolo Scacchi, fino a pochissimi giorni fa avesse continuamente richiesto le dimissioni della premier. La prima sessione di negoziati è stata giudicata «utile, ma non conclusiva» dallo stesso Corbyn; a tal proposito, va segnalato che, vista la attuale posizione di forza, parecchi membri dello stesso partito laburista stanno pressando il loro leader affinché qualsiasi compromesso includa la clausola di un referendum confermativo. Questo significherebbe sottoporre ad un giudizio popolare l’accordo di divorzio tra Londra e la Ue siglato da May con i restanti 27 leader europei.

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